Droni ed archeologia…un connubio perfetto tra la moderna tecnologia e la scienza per lo studio del passato e dell’antico.

Solo recentemente i Beni Culturali stanno considerando la grande utilità e potenzialità dell’uso dei droni: dalla mappatura del territorio per ottenere una visione scalata e tridimensionale del sito, fino alla ricostruzione in 3D di un qualsiasi oggetto sfruttando la fotogrammetria strutturale. Il risultato in questo caso è a dir poco sbalorditivo, infatti grazie all’elevata precisione delle misure e all’elaborazione delle immagini con software SFM, si ottiene un modello allo stato attuale utile a ricostruire opere o particolari andati perduti.
Inoltre, avvalendosi della ricostruzione fotogrammetrica, è possibile ad esempio realizzare materialmente un plastico dell’oggetto o del sito ricorrendo alla tecnologia della stampa 3D, utile per esporre l’oggetto di studio.
Altri e numerosi sono ancora gli usi dei droni: possono essere utilizzati per monitorare lo stato e la sicurezza dei beni archeologici, oltre a realizzare foto e video che permettono di riportare alla luce e di evidenziare altri particolari del sito, magari nascosti e non facilmente raggiungibili.
Come si può notare i vantaggi sono molteplici; infatti è di primaria importanza tenere in considerazione l’abbattimento dei tempi e soprattutto dei costi, nonchè la precisione e la mole dei dati rilevati. Tutto questo rende il drone uno strumento insostituibile.

Si evidenzia infine che per poter lavorare con i droni bisogna essere in possesso dell’attestato di pilota ed essere registrati presso l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), ed avere la copertura assicurativa obbligatoria del mezzo.

Info: www.droneragency.it
RIf. ENAC 17067 del 13/12/2017 per le Operazioni Critiche


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